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lunedì, 28 agosto 2006

pimp my browser

ho re-installato, dopo che mi hanno detto che alcuni bug sono stati corretti, pimpzilla, IL tema assoluto per firefox.

lo sfondo della barra con le schede e' leopardato, ho detto tutto.

game over, e la mia melanina aumenta....
postato da: a_g alle ore 11:20 | link | commenti (3)
categorie: grafica
giovedì, 24 agosto 2006

il ritornello dell'A_G(j)edi

no!

provare no!


fare, o non fare.

non c'e' provare.
postato da: a_g alle ore 17:57 | link | commenti
categorie: music, personal, quotes
lunedì, 21 agosto 2006

servi della gleba

non scopro certo l’america scrivendo della genitalita’ di un gruppo come elio e le storie tese, siete tutti quanti abbastanza svegli da esservene accorti gia’ da soli, e da tempo.
quello che vorrei fare in questa sede e’ rendervi partecipi di un’illuminazione che mi ha colto, durante il mio peregrinare random (o explorandom, come disse qualcuno) a londra, ascoltando un brano in particolare, “servi della gleba”.. voi mi direte, “bella forza, e’ un pezzo conosciutissimo, un cavallo di battaglia della band, lo sanno tutti a memoria”..

eh, anche io credevo di conoscerlo a memoria, finche’ l’illuminazione non mi ha colto e mi ha mostrato quanto profonda e VERA sia questa canzone.
gia’ in “cara ti amo” vediamo come gli elii descrivono in modo esemplare i conflitti e le (inconciliabili?) incomprensioni e differenze fra mondo maschile e femminile, ma li’ lo facevano esplicitamente, sbattendo in faccia all’ascoltatore questi poli opposti, seppur sempre con i toni grottescamente comici e ironicamente corrosivi che li contraddistinguono.

ritengo invece che “servi della gleba” sia (e contenga), pur presentando situazioni assolutamente realistiche, una metafora eccezionale di quello che comunemente definirei “inzerbinamentum maschilis comunis”.
le caratteristiche ci sono tutte: stravedere per la “lei” di turno, metterla su un piedistallo nonostante le banalita’ e le comuni mediocrita’ di ognuno, estraniarsi ed isolarsi dagli amici*, fino ad arrivare alla sottomissione pressoche’ totale, l’allullamento dell’identita’, mero strumento nelle mani di lei. proprio come nella servitu’ della gleba medievale, in cui il bracciante altro non era se non un “allegato” al terreno, un oggetto la cui proprieta’ si spostava di mano in mano seguendo quella del terreno che coltivava, senza alcun tipo di individialita’.

il culmine della metafora all’interno del pezzo non viene pero’ raggiunto alla fine, nel momento della chiamata alla segreteria telefonica, momento in cui il protagonista mostra segni di ribellione e di riscatto (anche se il video poi mostra invece che non vi e’ alcuna speranza, la condanna alla servitu’ della gleba e’ ineluttabile e non si puo’ sfuggire al proprio destino); il climax lo si raggiunge nel bridge alla fine della seconda strofa, quando elio declama:

lei e’ il mio piccione
ed io il suo monumento


ora, come mai abbia capito solo ora la grande verita' e profondita' di queste parole, proprio non saprei dirlo.
forse perche’ quando, le prime volte in cui sentii questa canzone, ero poco piu’ di un bambino, e mi lasciavo distrarre dalle parti piu’ goliardiche, tipo “hai pucciato il biscotto, almeno hai limonato?” oppure “le hai mostrato il pomparuolo?”, senza approfondire ulteriormente i molteplici livelli di lettura del brano.
oppure, piu’ semplicemente, proprio per la mia giovane eta’ non mi era mai capitato di trovarmi ad essere io stesso monumento per qualche dolce e terribile piccionessa.
ma, ahime’, gli annio passano, le esperienze formano, la consapevolezza aumenta e gli occhi si aprono.
si aprono gli occhi sulla grande verita’ di questa canzone, e aumenta la consapevolezza che, nonostante i propositi, le promesse che ci si fa da soli e le volonta’ di liberarsi,

si rimarra’ fondamentalmente servi della gleba, pronti a infilarsi una scopa in culo e ramazzare la stanza di qualcuna.
a testa alta pero'.


(a “breve” sul blog di moodmagazine un altro inutile pamphlet su un altro pezzo degli elii, stay tuned!)

*amici, tra l'altro, caratterizzati in modo esemplare, nella loro perfida maniera di riportare sulla terra l'innamorato e quindi cieco protagonista, nello sbattergli in faccia tutte le verita' che da solo non riesce, o non vuole vedere. proprio come dei veri amici dovrebbero fare.
postato da: a_g alle ore 17:00 | link | commenti (5)
categorie: music, personal, quotes, life the universe and everything

di nuovo in ufficio

Il cervello è un organo meraviglioso. Comincia a lavorare quando ci si alza dal letto e non smette fino a quando non si entra in ufficio.
postato da: a_g alle ore 08:20 | link | commenti
categorie: personal, quotes
domenica, 20 agosto 2006

cali's back

A_G - FREE JOHN SALMONS scrive:
oh fra ma delle cose che mi hai portato da NY una e' la maglia terrona, l'altro articolo?

fra- scrive:
l'altro articolo a sorpresa è troppo zarro per essere descritto e sono stato diplomatico

A_G - FREE JOHN SALMONS scrive:
ma e' una roba da indossare?

fra- scrive:
se hai coraggio si
postato da: a_g alle ore 13:36 | link | commenti
categorie: gear, msn log
venerdì, 18 agosto 2006

fino a qui..

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani.

Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro il tizio per farsi coraggio ripete “

Fino a qui tutto bene…fino a qui tutto bene…”

ma il bello non e' questo, no cari amici.

il bello e' cercare un palazzo ancora piu' alto, perche' cinquanta piani non sono abbastanza, e salire su, su fino in cima, un piano dopo l'altro, consapevoli che comunque cadrete giu' prima o poi.

solo per respirare l'aria che c'e' cosi' in alto, e per avere piu' tempo, durante la caduta, per ripetersi

"fino a qui tutto bene"

postato da: a_g alle ore 15:25 | link | commenti (6)
categorie: personal, life the universe and everything
giovedì, 17 agosto 2006

i'm so self conscious

come dice kanye, che non riesco a uscire senza un paio di nike pulite e scintillanti.

lui parlava di air force ones, io le mie le ho appena mandate in pensione a favore di questi gioiellini.

la gente, la sera, si mette gli occhiali da sole quando passo, e la mia negritudine aumenta esponenzialmente.

tanto piu' che, secondo indiscrezioni provenienti da nyc, si coordinano perfettamente con uno degli acquisti fatti da cali per conto mio.

postato da: a_g alle ore 23:16 | link | commenti (1)
categorie: personal, holiday, london, gear

question...

ora, io non sono certo una cima, ci sono molte cose a questo mondo che sfuggono al mio limitato comprendonio, questo e' un dato di fatto.

cosi' come e' un dato di fatto che un'amplissima porzione delle cose che non mi riesce di capire si trovi proprio qui, nella mia amata capitale del regno unito.

la chicca di oggi (escludendo, tra le molte, un signore di colore visibilmente sovrappeso che, con un bomber giallo, ballava per strada di fronte all'HMV di oxford street) e' la seguente:

luogo: megastore d articoli sportivi

protagonista: A_G

A_G si aggira per il megastore di articoli sportivi alla ricerca di un paio di scarpe da corsa, per sostituire e/o affiancare le fidate asics cumulus VII.

si dirige dunque al reparto running, e dopo essersi brevemente guardato attorno addocchia proprio l'oggetto della sua ricerca, le cumulus VII

"ottimo" pensa fra se' e se' "sono anche in offerta"

il prezzo originario di 74.99 sterline era stato infatti decurtato fino a raggiungere un rispettabilissimo e approcciabilissimo 52.49 sterline.

il nostro eroe, tutto soddisfatto e pronto a compiere l'acquisto, si guarda comunque un po' in giro, un po' per il suo noto feticismo nei confronti della calzatura sportiva, un po' alla ricerca di un commesso a cui poter richiedere il proprio numero. in questo suo osservare, l'occhio gli cade su un espositore particolare, in cui i nuovi modelli della asics sono riposti in maniera da risaltare particolarmente.

"ah cazzo, ci sono le cumulus VIII, il modello nuovo, chissa' quanto costeranno", si chiede A_G, avvicinandosi per controllare il prezzo.

52,49 sterline.

ci siete?

modello vecchio: 74.99 sterline, scontate a 52.49

modello nuovo: 52.49 sterline, di partenza.

ora ditemi, come si fa a non amare questo paese??

LEZIONE DEL GIORNO

non importa quanto strano, assurdo o improbabile ti possa sembrare quello che ti trovi davanti, sei in gran bretagna, non farti troppe domande.

mai.

(a dire il vero questa e' una lezione che ho imparato nei primissimi giorni del settembre 2002, quando per la prima volta mi sono trasferito oltremanica).

postato da: a_g alle ore 18:25 | link | commenti
categorie: personal, london, curious
mercoledì, 16 agosto 2006

aggiornamento ferragostano parte 2.0

per digerire il cibo vegetariano ma tutt'altro che leggerino anzicheno' ingerito stasera al mio thai buffet preferito di soho, mi ri-siedo in un internet cafe' e vedo di aggiornarvi ancora sulle mie peripezie londinesi.

le mie peregrinazioni assolutamente casuali di ieri mi hanno portato alla scoperta di luoghi della citta' di cui ignoravo - se non per sentito dire- l'esistenza e la bellezza.

il piano della mattinata prevedeva partenza da west hampsted, dove si trova il B&B in cui pernotto, e lunga camminata verso il centro della citta', percorrendo peraltro vie famose quali abbey road e baker street.

ora, escludiamo per un attimo il fatto di non avere (per l'ennesima volta) riconosciuto il celeberrimo pedestrian crossing immortalato sulla copertina dell'album dei beatles (e anche dei red hot chili peppers, se e' per questo), probabilmente a causa della mancanza delle consuete frotte di turisti e appassionati presenti e fotografanti, e concentriamoci sulle scoperte geografico-turistiche.

In primis il regents canal, un canale che, a partire proprio dalle vicinanze di abbey road, presenta sponde parzialmente percorribili a piedi e che porta dritto dritto a quell'incantevole posto che e' little venice (anche se dovro' trovare il coraggio di dire a qualcuno che non assomiglia per nulla a venezia. grazie a dio, mi permetto di aggiungere).

Sia il canale che little venice sono costellati di houseboats, e non e' escluso che uno di questi giorni il sottoscritto si faccia un breve giro turistico su uno di questi mezzi che offrono mini crociere per i canali della citta' (scopro anche, leggendo i cartelli apposti per noi turisti, che il canale porta anche nei pressi di islington, il mio vecchio quartiere).

in conclusione del cazzeggio mattutino a little venice mi sono ritrovato infine nei pressi della stazione di paddington, riavvicinandomi quindi al centro della citta'. mentre attraversavo la strada mi e' capitato di alzare lo sguardo alla ricerca del nome della via in cui mi trovavo, giusto per orientarmi ulteriormente, (nota a margine: ok, lucio dalla afferma che nel centro di bologna non si perde neanche un bambino, A_G vi dice che per perdersi a londra, ve l'assicuro, dovete impegnarvi parecchio!), scorgo il bianco cartello che recita, in questo caso:

CRAVEN ROAD, W2

City of Westminster

il sedicenne "dylandoghiano" che ancora alberga nel sottoscritto (anche se mi sento piu' marxista, corrente groucho) si e' inizialmente commosso un pochino, salvo poi scoprire che al numero 7 si trova una pensioncina da due soldi.

non ho avuto il coraggio di suonare per controllare se, per lo meno, il campanello urlasse, e nemmeno per vedere se magari dietro la porta avrei trovato ad accogliermi uno strano personaggio con baffoni, sigaro e pantaloni alla zuava.

LEZIONE DEL GIORNO

quando cammini a caso in una citta', esplora pure tutto quello che ti pare ma, per la salvaguardia del tuo inner child, evita di leggere i nomi delle vie in cui ti trovi.

postato da: a_g alle ore 22:46 | link | commenti (2)
categorie: personal, holiday, london

aggiornamento ferragostano from london

cari amici, dalla fresca londra, qualche appunto sparso di viaggio, scritto ieri sul mio "paperlog" e ora tutto vostro in versione digitale..

innanzitutto apprendo dalla free press locale che beyonce' e' in citt' e che -per interpretare il suo prossimo film- si e' messa a dieta.

NON FARLO, RAGAZZA MIA, NON FARLO!!!

beyonce', tu sei l'epitome del badunkadunk (vi rimando in particolare alla definizione n. 3), una tua foto rende l'idea meglio di qualsiasi definizione (eccezion fatta per quella segnalata sopra), non puoi perdere peso, non puoi far diminuire il diametro del tuo culo!!

per cui, popolo di amanti del fatbooty, uniamoci e facciamo qualcosa per salvaguardare questo patrimonio dell'umanita' intera.

-peraltro, a questo proposito, studi ed osservazioni incrociate compiute dal sottoscritto e da altri illustri studiosi quali i dott. playahata e calico hanno portato alla conclusione che, geneticamente, solo le sorelle negre e le ragazze italiane riescono a possedere i criteri per avere un bel badunkadunk.-

apprendo inoltre che ieri l'esimio p.diddy, anch'egli in citta' (jigga, where ya at??) ha pranzato con un fetentissimo tramezzino in un takeaway di soho.

questo significa che, con le mie 23 sterline da yo! sushi (peraltro mio record personale, scorpacciata galattica) ho speso piu' di puffy per mangiare.

questo fatto da' un'incredibile sferzata verso l'alto al mio tasso di negritudine (peraltro bassino in questo periodo storico), sento la melanina crescere a dismisura in me.

a proposito di negritudine poi, il questo momento il dottor calico di cui sopra si trova ('tacci sua) a nuovaiorche.

l'oceano che ci separa non gli ha certo impedito di allietarmi le giornate con perle di saggezza compresse nei 160 caratteri di un sms.

vi propongo un greatest hits delle informazioni di carattere turistico-gastronomico che mi dispensa..

"harlem e' la fort knox della melanina"

"qui in usa c'e' un nuovo menu di KFC che se ho capito bene ha il pollo glassato nel miele e poi passato al BBQ! per ora non ho avuto il coraggio!"

il ragazzo inoltre, al momento della partenza e' stato da me rifornito con una discreta somma di danaro, e licenza di uccidere per quanto riguarda come spenderlo.

questo messaggio: "andre ti ho preso una maglietta cosi' terrona che non ho resistito, sono tornato dentro e me la sono presa pure io" mi fa presagire molte cose, sono ansioso di toccare con mano gli acquisti.

postato da: a_g alle ore 10:49 | link | commenti (7)
categorie: holiday, london